Agromin

Kmetijstvo manjšin
Agricoltura delle minoranze

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Deželna kmečka zveza
Associazione regionale Agicoltori
Comunità Autogestita Costiera della Nazionalità Italiana
Obalna samoupravna skupnost italijanske narodnosti

La viticoltura

Le numerose colline che si estendono lungo tutta la costa slovena sono un'importante area vinicola del Capodistriano.

La natura del terreno dell'area vinicola del Capodistriano è più o meno dappertutto la stessa, ma sono le condizioni climatiche ad essere diverse, pertanto il territorio viene suddiviso in due zone:

  • la fascia costiera, comprendente il Monte di Muggia, Antignana e la Valle del Risano,...
  • l'entroterra con la parte più alta di Antignana e la dorsale arenaria dello spartiacque in direzione del Quieto, del Dragogna e del Piccolo Dragogna.

Strade del vino nel Capodistriano:

  • la strada del vino Refosco, inizia a S.Antonio, passa per Bonini, Vanganello e Truscolo, per finire a Maresego, cuore del Refosco.
  • la strada del vino Malvasia, inizia a Monte di Capodistria, per passare per Costabona, Carcase, Villanova, San Pietro fino a Dragogna.

La provincia di Trieste, che si sviluppa su una superficie di 21.179 ettari, è caratterizzata da due unità con diversa natura del terreno e diverse condizioni climatiche: una parte carsica molto ampia, con rocce del cretaceo, del giurassico e dolomitiche e una fascia molto stretta di arenaria, risalente all’eocene, come fondo sedimentario oceanico. Il confine tra i due terreni è netto, caratterizzato dal ciglione carsico. Dal punto di vista geologico sono presenti due tipi di terreno: la tipica terra rossa calcarea e quella marrone arenaria.

Le differenze tra i due terreni si manifestano anche sulle qualità organolettiche dell'uva e di conseguenza sui prodotti finiti. Sulla vite esercitano la propria influenza anche i venti, il tasso di umidità e la temperatura delle masse d'aria. Per questo motivo i vini prodotti nelle diverse condizioni climatiche hanno caratteristiche organolettiche diverse. Quelli prodotti a ridosso del ciglione carsico hanno un tasso alcolico maggiore, una struttura più consistente e un'acidità più bassa, mentre quelli del Carso sono più eleganti, ricchi di aromi e con un maggiore tasso di acidità.

La strada del vino in provincia di Trieste:

  • la strada del vino Terrano comprende le località di Opicina, Rupinpiccolo, Sgonico, S.Pelagio e Visogliano.

Le OSMIZZE, tradizione del territorio.

Tradizionale modo di vendere i prodotti nella provincia di Trieste, che negli ultimi due decenni, si è radicato anche nell’Istria slovena e sul Carso. In Slovenia si tratta della vendita di vino non imbottigliato, ma di denominazione geografica controllata, prodotto direttamente dal venditore.

La vendita del vino nelle osmizze viene organizzata nel luogo dove questo viene prodotto e conservato, previa autorizzazione delle autorità preposte. Alla clientela si offre pertanto vino di propria produzione, antipasti freddi (prosciutto, pancetta, formaggio), prodotti ortofrutticoli preparati in casa e conservati sottovuoto (melanzane, cetrioli, olive), salsicce cotte, accompagnate da piatti fatti in casa e pane cotto al momento. L’osmizza viene indicata solitamente da una frasca (cespuglio di rami secchi), gli interni del locale sono adornati con tipici motivi istriani o carsici, ma è soprattutto caratteristico il senso di ospitalità e la gentilezza dei proprietari. Nel Triestino le osmizze offrono più o meno gli stessi prodotti aziendali, con l’eccezione delle salsicce cotte e di tutte le pietanze cotte. La durata qui varia in base alla quantità di vino prodotta dall’azienda agricola e può superare gli otto giorni. Nell’arco dell’anno l’osmizza può essere aperta anche più di una volta, purché il vino offerto sia di produzione aziendale. Non esiste, inoltre, alcun obbligo circa la denominazione.

La produzione vinicola nel passato

In Istria e nella provincia di Trieste, così come nel territorio a ridosso del ciglione carsico e nel Carso, l’uva non è mai stata pressata, ma veniva semplicemente pigiata con i piedi in grandi tini. Se il mosto era buono, già dopo un giorno, la fermentazione faceva sollevare il cappello delle vinacce. Il processo fermentativo durava circa due settimane. Dalle vinacce alcuni producevano la grappa, altri, dopo avervi aggiunto dell’acqua e zucchero, le lasciavano rifermentare. Dopo un po’ di tempo preparavano una bevanda detta zonta (vinello), molto dissetante nel periodo estivo.

Le tecniche enologiche più moderne

LA TECNICA PER LA PRODUZIONE DI VINI AROMATICI E SEMIAROMATICI BIANCHI

I vini aromatici e semiaromatici sono considerati vini che mantengono in gran parte l’aroma dell’uva stessa. Tra questi vanno annoverati in particolare il Moscato bianco, il Sauvignon, lo Chardonnay, la Malvasia e il vino Cipro.

LA TECNOLOGIA DI BORGOGNA PER I VINI BIANCHI

Questi vini sono di regola molto pieni. Tale tecnologia è molto indicata per lo Chardonnay, la Malvasia ed anche per la Vitovska e la Glera.

LA TECNICA PER I VINI GIOVANI ROSSI

Tecnica idonea per la produzione di vini che vengono immessi sul mercato subito dopo la vendemmia e che devono essere consumati al più presto, perché il deterioramento delle loro proprietà organolettiche è piuttosto rapido. Sono molto fruttati e piacevolmente freschi. Le varietà di vite più idonee per tale tecnologia sono il Refosco, il Merlot e il Cabernet sauvignon.

LA TECNICA BARRIQUE

Durante il processo di maturazione dei vini rossi non vengono controllati soltanto il contenuto di zuccheri ed acidi, ma un’attenzione sempre maggiore viene dedicata ai fenoli. Tra le varietà più idonee per la tecnica barrique sono: il Cabernet sauvignon, il Cabernet franc, il Merlot e in questi ultimi tempi sempre più lo Syrah.

Tipi di vini

  • Malvasia: Portata in Istria e in Friuli probabilmente dalla località greca di Monembasia, nel Peloponneso, dai Veneziani, che avevano il protettorato su quei territori.
    La foglia della vite è di grandezza media, il lembo superiore è di colore verde, non molto intenso. Il margine è irregolare, irregolarmente seghettato, che in autunno diventa giallo. Il grappolo ha forma cilindrica, può avere una grandezza dai 15 ai 20 cm. Il picciolo è lungo e forte. Gli acini maturi sono tondeggianti, di un bel colore giallo paglierino con sfumature bronzee. La polpa dell’acino è agrodolce-neutrale. Il picciolo è di lunghezza media e si spezza facilmente.
  • Refosco: L’origine di questa varietà è molto lontana nel tempo. È noto che fa parte di una lunga lista di vitigni autoctoni del Friuli Venezia Giulia, originario di un’area che va dal Carso all’Istria slovena. La foglia della vite è molto grande, rotonda e con tre lobi. La parte superiore è di colore verde scuro, leggermente vescicolosa. Il grappolo ha forma piramidale e può raggiungere i 20 cm e oltre. Gli acini sono di colore blu scuro, di grandezza media, tendenti ad una forma ovale. L’epidermide è delicata e ricoperta di una sostanza pruinosa. La polpa è tenera, acidula-neutrale.
  • Moscato giallo: Uno dei vitigni più antichi al mondo. La leggenda narra che questa varietà sia stata imbarcata sull’Arca dallo stesso Noè. Cresce rigogliosa, le foglie hanno cinque lobi con un margine seghettato, mentre la parte superiore è scura con qualche vescica. Il grappolo è di grandezza media, molto compatto, di forma ovale. Gli acini sono tondi di medie dimensioni. La cuticola è spessa, di colore giallo oro e nella parte rivolta al sole, diventa marrone. La polpa dal caratteristico profumo è compatta e consistente.

Per la provincia di Trieste sono caratteristiche altresì:

  • Vitovska: L’origine di molti vini è nota e ben definita. La Vitovska è un’eccezione e non se ne conosce la provenienza, perciò viene considerata una varietà autoctona della provincia del capoluogo giuliano. Non è possibile trovarla in nessun’altra parte del Mediterraneo e la sua storia è andata perduta anche nella tradizione locale. Non è nemmeno nota l’origine del nome. I viticoltori della Regione la conoscono con tre nomi: Vitovska, Gargania o Vitovska gargania. Ha prevalso comunque il nome di Vitovska. Caratteristiche del vino: colore giallo paglierino, profumo piacevole, fruttato, elegante, fresco al palato, gentile e con un tenue sapore di mandorle, moderatamente alcolico.
  • Glera: Si tratta indubbiamente di un antico vitigno che possiamo definire autoctono. La vite della glera viene il più delle volte considerata come sinonimo di prosecco, anzi di questi e’ forse l’antesignana. Nel più antico volume sulla viticoltura slovena, La viticoltura per gli Sloveni, pubblicato nel 1844, l’autore Vrtovec menziona anche il vitigno della glera e le sue 5 varietà. L’autore fa un elenco anche delle località dove era maggiormente diffuso e tra queste cita S.Giuseppe della Chiusa e Prosecco nella provincia di Trieste.
    Caratteristiche del vino: accattivante, secco, appena aromatico, tondo, fruttato. Il profumo è elegante e piacevole.

Curiosita’ storiche…

  • Nel 932 Capodistria si impegnò a consegnare alla Repubblica di Venezia 100 anfore di vino (113 ettolitri) alla fine di ogni vendemmia.
  • Per la Diocesi capodistriana un momento molto importante, dopo l’atto di rifondazione nel 1186, è rappresentato dalla donazione da parte della città di Capodistria, divenuta libero comune, di 1000 campi con vigneti, del possesso e della rendita di diversi terreni e della decima dell’olio.
  • Risale al 1115 il primo documento, conservatosi fino ai giorni nostri, che menziona un vigneto nella provincia di Trieste.
  • L’editto imperiale del 1784 determinò grandi cambiamenti sulle modalità di vendita del vino nella provincia di Trieste. Questo editto infatti prevedeva la possibilità di vendere vino in casa senza il pagamento di tasse. Tale modalità di vendita può considerarsi il precursore di quelle che più tardi vennero chiamate osmizze, (dallo sloveno “osem” = otto; solitamente le osmizze avevano una durata di otto giorni). Le osmizze si moltiplicarono in poco tempo e divennero la più importante forma di vendita del vino.
uva da vino