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Agricoltura delle minoranze

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L'apicoltura

In Slovenia l'apicoltura e la preparazione di bevande a base di miele sono attività di lunga tradizione. Questa attività ci è stata tramandata dai nostri avi anche nell'Istria slovena. I vari tipi di miele istriani hanno la caratteristica di contenere fino al 3% di acqua in meno rispetto agli altri tipi di miele sloveni. Il miele istriano è presente da anni in diversi concorsi di carattere internazionale.

Alcuni documenti testimoniano che l’apicoltura nel Carso triestino era una pratica diffusa e regolamentata da leggi specifiche già nel 1800. Nell’area transfrontaliera opera un’ape che è il risultato dell’incontro fra l’ape ligustica e quella carnica. Essa si è perfettamente adattata sia al territorio carsolino sia a quello istriano, le cui particolari condizioni climatiche le sono congeniali.

Gli apicoltori di Capodistria, Isola e Pirano operano in seno all’Associazione costiera degli apicoltori di Capodistria. L’Associazione conta 130 iscritti. La produzione annuale di miele varia tra le 50 e le 150 tonnellate. Per quanto concerne la provincia di Trieste vi opera il Consorzio tra gli Apicoltori della Provincia di Trieste, che è la più piccola, ma oggi anche la più giovane organizzazione apistica italiana. Al Consorzio aderisce la quasi totalità degli apicoltori della provincia: 100 operatori circa, quasi tutti part-time, per un carico complessivo di 1000 arnie dislocate su tutto il territorio provinciale.

Entrambe le citate Associazioni di produttori promuovono la conoscenza e la commercializzazione dei mieli locali attraverso una costante opera di informazione alimentare, rivolta soprattutto ai giovani.

I mieli del Carso, per le loro peculiari caratteristiche organolettiche ed anche per le capacità professionali degli addetti al settore, si sono così affermati in campo regionale e nazionale, ottenendo i primissimi posti nei concorsi di questo settore. I mieli carsici, che possono a ragione definirsi vergini integrali, vengono raccolti dai melari e confezionati in vasetto, così come sono prodotti dalle api senza essere sottoposti ad alcun trattamento aggiuntivo.

Oltre al miele, in Istria si producono anche polline, propoli e cera. Vengono allevate le api regine e le famiglie di ricambio. Si producono liquori a base di miele, come la tradizionale “medica” ed inoltre la tintura a base di propoli e quantitativi minori di pappa reale. Tra i prodotti nazionali di maggior spicco ricordiamo le magnifiche candele, i dolci a base di miele e “l’apicomplex” (combinazione nel miele di propoli, pappa reale e polline). I tipi di miele prodotti sono veramente tanti, si calcola che a livello mondiale siano più di ventimila. Nell’area transfrontaliera sono noti quelli di bosco, millefiori, acacia, castagno, girasole e abete bianco. I mieli del Triestino sono, inoltre, quelli di marasca, melata, i tipici millefiori del Carso che sono ormai conosciuti anche oltre i confini regionali. Nell’Istria slovena importanti pascoli per le api sono quelli di ciliegio canino, ciliegio selvatico, edera, timo e santoreggia.

Piante più diffuse nella regione transfrontaliera dalle quali si ottiene il miele:

  • Salice: il colore del miele di salice è di un giallo scuro, con alcune tonalità tendenti al verdognolo. Non appena viene a contatto con l’aria cristallizza in minuscoli cristalli ed assume un colore tendente al grigio.
  • Pruno selvatico: assieme ai fiori primaverili di altre piante è importante per la crescita delle famiglie delle api. Da polline e nettare.
  • Ciliegio selvatico: dà molto polline e nettare. È un arbusto dal quale si produce miele in gran quantità. Le api amano pascolare sia sul ciliegio selvatico sia su quello coltivato.
  • Orniello: uno tra gli alberi più diffusi nell’Istria slovena e sul Carso. I suoi ramoscelli, incisi dall’uomo o punti da insetti (Cicada orni) secernono una sostanza zuccherina, detta manna, che a contatto con l’aria solidifica.
  • Tiglio: miele di colore chiaro. Se fluido di colore giallo chiaro con riflessi opalescenti verdognoli, con un vago sapore di menta. Profuma spiccatamente di fiori di tiglio. Solidifica con difficoltà, cristallizza infatti non prima di uno o due mesi almeno. Date le sue virtù curative è stato sempre apprezzato da chi ne ha fatto uso. Ha notevoli proprietà antibatteriche. Il tiglio è uno degli ultimi a fiorire, dopo l’acacia ed il castagno.
  • Castagno: i pascoli di castagno sono tra i più importanti per la produzione del miele in Slovenia, secondi solamente a quelli dell’acacia. Dai fiori maschili le api asportano solamente il polline, da quelli femminili invece il nettare. All’inizio della fioritura il castagno non è adatto per l’impollinazione. Inizialmente produce polline, successivamente dà il nettare. Il miele di castagno è amaro e ricco di polline, allo stato liquido è di colore rosso marrone scuro, alle volte simile a quello di abete, solidificato è marrone e a cristalli grossi.
  • Acacia: per la produzione del miele le regioni migliori sono l’Istria slovena e il Pomurje (Oltremura). Il miele d’acacia è di colore chiaro, quasi trasparente e praticamente inodore, il sapore è delicato. È considerato uno dei mieli di maggiore qualità. Solidifica con difficoltà o solo in parte. Viene chiamato anche “miele delle signore”.
  • Edera: il miele dei fiori d’edera è molto denso, di colore marrone, solidifica già nei favi ed è assolutamente inadatto per l’alimentazione invernale delle api. Alcuni apicoltori lo lasciano sui favi, che vengono poi tagliati a pezzetti e sono un ottimo sostituto di caramelle e gomme da masticare. È un miele molto richiesto.
  • Erica: il miele di erica viene prodotto nel periodo autunnale. Allo stato liquido è molto denso, di colore rosso marrone, che solidifica già nei favi, per cui si asporta con difficoltà.
  • Timo: il miele di timo assomiglia a quello di erica, è di colore marrone scuro e dal tipico sapore di timo. La produzione di questo miele è nota per la regione della Lika e di Kordun, ma importanti fioriture si hanno anche in Istria. Ha un sapore piacevole, delicato, quasi di cioccolato, ed è per questo motivo che in Slovenia è noto anche con il nomignolo di “čokoladovec” (di cioccolata). È un ottimo aiuto in caso di problemi alla gola e alle vie respiratorie dato il suo alto contenuto di sostanze aromatiche e oli. L’estratto di timo viene usato come integratore di sciroppi per combattere la tosse.

Nel Carso triestino sono caratteristici i seguenti mieli:

  • Miele di melata di bosco: Il miele di melata di bosco del Carso deriva dalla raccolta, effettuata dalle api, della secrezione prodotta ed escreta da afidi diversi che suggono la linfa presente nelle foglie di vegetali come tiglio, sommacco o scotano, quercia e roverella, acero. Le essenze vegetali di tiglio, sommacco, roverella e acero sono da sempre presenti sul territorio carsico, dove si sviluppano spontaneamente all’interno delle zone boschive selvatiche. Questo è anche l’unico miele, prodotto in Slovenia, che si ottiene dalla secrezione delle foglie di alcune piante.
    Il miele di melata di bosco presenta una consistenza viscosa e cristallizza in un tempo relativamente breve. Quando si trova allo stato liquido il miele è di colore scuro o molto scuro, da ambrato fin quasi nero con riflessi verdastri, se cristallizza, presenta un color marrone scuro.
    Per l’alta percentuale di sali contenuta è particolarmente indicato nelle diete povere di zucchero.
  • Miele di marasca: Il miele cosiddetto di “marasca” deriva dal nettare di ciliegio canino o ciliegio di S. Lucia (Prunus mahaleb), arbusto che cresce tipicamente sui substrati carbonatici del Carso triestino e goriziano. Si caratterizza per il colore ambrato con riflessi rossastri. Il gusto è amarognolo che ricorda l’aroma delle mandorle. Per l’alto contenuto di fruttosio si mantiene liquido a lungo.
    Il miele di “marasca” deve la sua tipicità al gusto particolare, allo stato fisico e al colore. Poiché il miele non sempre è monofloreale, lo standard qualitativo non è costante nelle diverse aree e annate. È considerato la gemma rara dei mieli del Carso perchè sono poche le annate in cui si riesce a produrlo in quantità soddisfacente. Tale miele viene prodotto per lunga tradizione da alcuni apicoltori della Regione, esclusivamente del Carso triestino e goriziano.
  • Miele millefiori: Il miele millefiori prodotto nell’area carsica del Friuli Venezia Giulia deriva per lo più dal nettare di numerosissime piante erbacee presenti nella cotica dei prati polifiti naturali (es. landa carsica), al quale si somma quello di alcune piante arbustive e arboree.
    Se prodotto nella prima parte della primavera è liquido, caratterizzato dall’aroma amarognolo della marasca. Se prodotto più tardi è caratterizzato principalmente dall’apporto del nettare di varie erbacee leguminose che conferiscono al miele un aroma delicato. In questo caso si mantiene liquido a lungo e assume un colore ambra più o meno scuro. Talora può presentarsi cristallizzato per la presenza di nettare di tiglio. Come tutti i mieli scuri è ricco di sali minerali, enzimi e pollini. Il miele millefiori del Carso deve la sua tipicità al gusto, talora deciso, e al colore (beige più o meno scuro).
    Il miele millefiori del Carso viene prodotto per lunga tradizione dagli apicoltori delle aree carsiche della Regione Friuli Venezia Giulia, ivi costituendo da sempre uno dei principali prodotti dell’apicoltura.

Lo sapevi che?!

L’apporto giornaliero di miele per una persona sana è di tre grandi cucchiai, ovvero 100 grammi di miele. Per gli sportivi e per coloro che svolgono dell’attività fisica l’apporto giornaliero di miele può essere anche il doppio.
Le api aiutano l’uomo direttamente e indirettamente. Direttamente impollinando gli alberi da frutto ed altre piante, indirettamente producendo miele, cera, polline, pappa reale, propoli e veleno.
Il miele è un alimento, uno stimolante ed una medicina.

panj